Fotovoltaico Fenice

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Dopo il fotovoltaico ottimizziamo l’illuminazione …

Un breve futuro attende le lampadine ad incandescenza: saranno i LED, infatti, a illuminarci nei prossimi anni. Nuove sorgenti e nuovi metodi atti a risparmiare energia ma anche a indurre un miglioramento dell’umore, grazie al controllo elettronico integrato.

Le vecchie lampadine, nate nel 1880 da un progetto di Edison, sono destinate a estinguersi a causa della bassa efficienza. Essa infatti spreca il 95% di energia che produce in calore e la Commisione Europea ne ha anche vietato produzione e vendita dei modelli satinati, direttiva che colpirà anche le altre tipologie. Sostituite in tutti i magazzini, le lampadine ad incandescenza andranno scomparendo e lasceranno il posto a quelle a risparmio energetico, le quali lavorano grazie a una scarica elettrica e non sprecano energia.
Si parla di risparmio anche e soprattutto nel caso dei LED (diodi che emettono luce), preferibili soprattutto per le dimensioni ridotte, la flessibilità e le potenzialità innovative: queste soluzioni non hanno ancora raggiunto le nostre case ma ingegneri e designer ne vorrebbero sviluppare le capacità tecnologiche, studiarne i dettagli tecnici.

Il team di trenta esperti spera di ottenere un risultato importante sia nell’ambito dell’illuminazione che dell’efficienza energetica, una specie di brevetto che possa in futuro regolare anche le frequenze umane: grazie alla capacità di conduzione dei diodi, i LED sono in grado di produrre luce colorata rispetto alle diverse lunghezze d’onda (grazie anche all’aiuto dei filtri).

Luce gialla tenue al mattino e più calda la sera? Sensori di movimento che regolano l’emissione di illuminazione? Minima dispersione del calore e alta capacità termica? E’ quello che sperano di ottenere i ricercatori studiando i prototipi.

Wordle: LED

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Confermate detrazioni efficienza energetica, dal 55 salgono al 65%

Sale al 65% dall’attuale 55% la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, confermata fino al 31 dicembre 2013 e fino al 30 giugno 2014 per le ristrutturazioni importanti dell’intero edificio. Confermata fino a dicembre 2013 anche la detrazione al 50% sulle ristrutturazioni semplici. Si applicherà anche ai lavori di adeguamento antisismico nelle aree a rischio, comprenderà anche i mobili fissi.

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Wordle: gg

… e se il V Conto Energia venisse prolungato?

Oggi siamo a quota 6,27 miliardi di spesa cumulata per gli incentivi al fotovoltaico. E’ sempre più vicino il limite dei 6,7 miliardi, a un mese dal quale finirà il quinto conto energia e il fotovoltaico italiano resterà orfano di incentivi, fatta eccezione per le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie, che dal 1° luglio scenderanno dal 50 al 36%.

Quando sarà oltrepassata la soglia dei 6,7 miliardi? Nostre fonti interne al GSE ci parlano di un probabile superamento tra fine maggio e inizio giugno, con conseguente fine del conto energia tra fine giugno e inizio luglio. Non sembra – a quanto apprendiamo – che il secondo registro per i grandi impianti, che verrà chiuso il 17 maggio, stia raccogliendo molte adesioni, quindi il balzo in avanti nel contatore che ci sarà una volta pubblicata la relativa graduatoria potrebbe essere più ridotto del previsto.

Superamento del limite di spesa tra fine maggio e inizio giugno è anche la previsione che ci dà Joel Zunato, analista di eLeMeNS, una stima che non si distacca molto da quella fatta dal software apposito creato dalla società di consulenza e progettazione Aniketos. Il programma, che estrapola statisticamente la curva di crescita del costo totale degli incentivi tramite una curva polinomiale, in grado di tenere in considerazione l’accelerazione crescente degli impianti attivati, prevede infatti che i 6,7 miliardi vengano superati il 21 maggio e che dunque il conto termini il 20 giugno.

Intanto c’è chi sta pensando a un’idea che potrebbe estendere, anche se probabilmente di poco, la vita del quinto conto energia. “Nel conteggio della spesa complessiva, ci sono anche risorse destinati a impianti che hanno avuto accesso al primo registro del quinto conto energia ma che non saranno mai realizzati – ci spiega l’ingegner Chiara Barberis dell’associazione di tecnici del fotovoltaico M.S.A. – se gli intestatari di questi impianti, coscienti che non li realizzeranno, rinunciassero ufficialmente agli incentivi da subito, libererebbero risorse che farebbero slittare più in là il raggiungimento del tetto di spesa e dunque la fine del conto”.

Chi ha avuto accesso alla graduatoria del primo registro per gli impianti sopra ai 12 kW, pubblicata il 28 settembre 2012, infatti, ha tempo 1 anno, cioè fino al 28 settembre prossimo, per fare entrare in esercizio gli impianti. Se coloro che non hanno intenzione di realizzare l’impianto rinunciassero ufficialmente già ora, ci sarebbero più risorse che farebbero andare indietro il contatore, allungando la vita al sistema incentivante, a beneficio di tutti. Di quanto? Difficile da dire: gli impianti ammessi nel primo registro hanno assorbito poco più di 90 milioni di euro ma non si sa di preciso quanti tra questi progetti saranno abbandonati. Ipotizzando (senza basi concrete) che gli impianti che resteranno sulla carta contino per un decimo della potenza che è entrata nel registro, stimeremmo circa 9 milioni in più che, ai ritmi registrati nell’ultimo periodo potrebbe far durare circa una settimana, 10 giorni in più il VCE. Non molto, ma, in un contesto come quello attuale ogni giorno aggiuntivo di durata del conto energia è prezioso.

L’iniziativa lanciata dall’M.S.A. – cioè invitare chi ha impianti a registro che non realizzerà a rinunciare subito – avrà successo? “Dipenderà dallo spirito di solidarietà che c’è nel settore – commenta dubbioso Zunato – certo chi ha avuto l’accesso al registro per impianti e che è sicuro di non realizzare non ha molto interesse a non rinunciare subito perché non può comunque vendere l’impianto o l’iscrizione al registro”. La cessione dell’impianto o la cessione dell’iscrizione al Registro ad esso riferita – recitano le regole del conto energia – se effettuata in data precedente alla data di entrata in esercizio dell’impianto comporta la decadenza dalla graduatoria.

Insomma chi ha impianti in registro destinati a rimanere sulla carta rinunciando ufficialmente e subito farebbe un piccolo favore a tutto il settore, liberando risorse per incentivare impianti veri. Altri fondi poi, fa notare Zunato, potrebbero liberarsi a seguito dei controlli del GSE, qualora scoprisse impianti, magari anche di grande taglia, che non hanno le carte in regola per avere gli incentivi. “Questi controlli verosimilmente si intensificheranno dopo la fine del quinto conto energia, quando il GSE, sgravato dalla gestione delle procedure di accesso, avrà più forze per dedicarvisi”. Se in futuro spuntassero queste nuove risorse – soldi recuperati da impianti non in regola o liberati da impianti a registro non entrati in esercizio – si potrebbe usarli per qualche altra forma di supporto al fotovoltaico? Di sicuro in molti sarebbero favorevoli all’idea, ma per farlo servirebbe un intervento normativo del futuro governo.

Il Misterioso Pannello Fotovoltaico

pannello

I pannelli solari fotovoltaici convertono la luce solare direttamente in energia elettrica. Questi pannelli sfruttano l’effetto fotoelettrico e hanno una efficienza di conversione che arriva fino al 32,5% nelle celle da laboratorio. In pratica, una volta ottenuti i pannelli dalle celle e una volta montati in sede, l’efficienza è in genere del 13-15% per pannelli in silicio cristallino e non raggiunge il 12% per pannelli in film sottile. I prodotti commerciali più efficienti, utilizzando celle a multipla giunzione o tecniche di posizionamento dei contatti elettrici sul retro della cella (backcontact) raggiungono il 19-20%. Questi pannelli, non avendo parti mobili o altro, necessitano di pochissima manutenzione: in sostanza vanno solo puliti periodicamente. La durata operativa stimata dei pannelli fotovoltaici è di circa 30 anni. I difetti principali di questi impianti sono il costo dei pannelli.

Il secondo ovvio problema di questo genere di impianto è che l’energia viene prodotta solo durante le ore di luce e quindi non è adatta per qualunque situazione, essendo l’elettricità una forma di energia difficilmente accumulabile in grandi quantità. Va rilevato che tuttavia la produzione da solare è maggiore proprio nei momenti di maggior richiesta, cioè durante il giorno e nelle stagioni calde, durante le quali può sopperire all’aumento di consumi dovuto agli impianti di ventilazione e condizionamento.

Grazie a una legislazione che prevede incentivi economici all’installazione di impianti fotovoltaici e la possibilità di vendere l’energia prodotta in eccesso al gestore della rete di trasmissione, la Germania è al primo posto in Europa per la potenza elettrica prodotta da energia solare: tale quantità rappresenta l’1,0% della produzione energetica tedesca e pertanto è attualmente del tutto insufficiente a sostenere il trend crescente della domanda energetica (in Germania la prima fonte di produzione di energia elettrica è il carbone, che copre circa il 43%, mentre al secondo posto c’è il nucleare con quasi il 23%).

Analoghe iniziative, comunemente note come Conto Energia o Feed-in tariff, sono state intraprese da diversi stati europei ratificanti il Protocollo di Kyoto, tra cui anche l’Italia, mediante il Decreto Interministeriale 28/07/2005 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 181 del 05/08/2005 e successivi aggiornamenti, comunemente noto come Decreto Conto Energia.

Fonte: Wikipedia

Il Fotovoltaico residenziale anche senza incentivi è realtà!

 

A patto di rinunciare agli incentivi del quinto conto energia, peraltro agli sgoccioli, il fotovoltaico può godere della detrazione fiscale del 50% per le ristrutturazioni edilizie abbinata allo scambio sul posto. Dopo un’attesa lunghissima finalmente è arrivata la conferma ufficiale dell’Agenzia delle Entrate (vedi allegato, pdf).

Che il fotovoltaico potesse usufruire della detrazione era stato confermato nei mesi scorsi anche alla nostra testata, tramite l’ufficio stampa dell’Agenzia, ma fino ad ora mancava un documento con i crismi dell’ufficialità in cui si spiegasse chiaramente. Il 14 marzo, a oltre 6 mesi dalla presentazione dell’interpello di Anie-Gifi finalmente è arrivata la risposta ufficiale che colma un vuoto normativo che stava seriamente irritando il settore: si consideri che le detrazioni per le ristrutturazioni edilizie, che erano del 36%, sono state portate al 50% solo fino al 30 giugno 2013 e poi, salvo novità, ritorneranno al 36%.

La nota della Direzione centrale normativa dell’Agenzia conferma che gli impianti fotovoltaici rientrano tra gli interventi finalizzati al conseguimento di risparmi energetici (articolo 16-bis del Tuir, lettera h, introdotto dall’articolo 4 del Dl 201/2011) e che dunque possono accedere alle detrazioni del 50% per un massimo di spesa di 96.000 euro per singola unità immobiliare.

Le spese detraibili devono essere pagate tramite bonifico bancario o postale da cui risulti la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che paga e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento: per chi ha già effettuato le spese e non ha pagato con bonifico, non sarà possibile accedere alla detrazione. Non occorrerà invece come qualcuno temeva produrre documentazione che attesti il risparmio energetico conseguito: basta “conservare la documentazione comprovante l’avvenuto acquisto e installazione dell’impianto a servizio di un edificio residenziale, mentre non è necessaria una specifica attestazione dell’entità di risparmio energetico derivante dall’installazione dell’impianto fotovoltaico”, spiega l’Agenzia.

Le detrazioni fiscali, conferma l’Ageniza, non sono cumulabili con le tariffe del Conto energia, mentre possono essere abbinate al Ritiro dedicato o allo Scambio sul posto. Ovviamente alle detrazioni, in 10 rate di uguale importo sull’IRPEF in altrettanti anni, possono accedere solo le persone fisiche (non solo i proprietari ma anche i titolari di diritti reali sugli immobili oggetto degli interventi).

Come avevamo mostrato con delle simulazioni (QualEnergia.it, FV, detrazione fiscale più conveniente del conto energia?), la detrazione abbinata allo scambio sul posto per certi impianti è decisamente conveniente. Per un impianto da 20 kW per esempio si parla di quasi 30mila euro di guadagni in più su 25 anni rispetto agli incentivi del quinto conto energia; un vantaggio economico cui si aggiunge un procedimento burocratico più semplice e la possibilità di usufruire dello scambio sul posto che, come abbiamo scritto di recente, permetterebbe di evitare in parte la stangata fiscale sotto forma di tassazione del reddito da energia immessa in rete (QualEnergia.it, La stangata dell’Irpef sui piccoli impianti fotovoltaici).